Una tre giorni per educare alla fede e alla vita
“Educare alla fede, educare alla vita”: su questo tema si è sviluppata la “tre giorni” diocesana di Camerino-San Severino, aperta in seminario dall'arcivescovo monsignor Francesco Giovanni Brugnaro e conclusasi in cattedrale con una solenne concelebrazione durante la quale è stato affidato il “mandato” a tutti gli operatori pastorali. Del resto, la Chiesa vuole spendere il decennio appena iniziato per affrontare con forza l'emergenza educativa. Così, la “tre giorni” 2010 non poteva non partire dalle parole del Papa, Benedetto XVI, che nel maggio scorso, concludendo l'assemblea della Cei, ha offerto alle Chiese locali un quadro di riferimento essenziale e lungimirante su questo fronte. “Risvegliamo nelle nostre comunità – ha detto il Pontefice – questa passione educativa, che è passione dell'io per il tu, per il noi, per Dio, e che non si risolve in una didattica, in un insieme di tecniche e nemmeno nella trasmissione di principi aridi. Educare è formare le nuove generazioni, perché sappiano entrare in rapporto con il mondo, forti di una memoria significativa che non è solo occasionale, ma accresciuta del linguaggio di Dio che troviamo nella natura e nella Rivelazione”. Il seme lanciato è stato prontamente raccolto e, anche grazie a un programma di interessanti attività proposto dall'ufficio per la pastorale, coordinato da don Antonio Napolioni, l'iniziativa diocesana ha registrato una forte partecipazione. Il primo giorno è stato dedicato alla “sorgente”, un momento spirituale guidato da Rosanna Virgili dell'Istituto teologico marchigiano. Il suo intervento, dal titolo “E' Dio che fa crescere…”, è stato preceduto dall'introduzione generale dell'arcivescovo di Camerino, mons. Brugnaro, che ha tracciato la rotta dei tre giorni di lavoro: “Lo Spirito Santo ci faccia scoprire le risorse che abbiamo; ci spinga con coraggio fuori dalle nostre consolidate abitudini per individuare le priorità di cui oggi necessitano le nostre comunità; accresca e renda autentico il nostro amore per i ragazzi, futuro e speranza delle nostre comunità, per le famiglie, per quanti sono lontani dalla fede, per coloro che hanno perso la strada della vita”.
La seconda giornata, invece, ha visto protagonista il “progetto” e si è accesa in un confronto pastorale sul tema dell'educare. Relatore il vice presidente della Conferenza episcopale italiana, e arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, monsignor Gualtiero Bassetti, che ha conversato a lungo, assieme a un'attenta platea, partendo dall'argomento in programma: “La chiesa grembo di fede e di vita”.
“Per recuperare i nostri giovani dai profondi abissi del relativismo e della frammentazione – ha sottolineato mons. Bassetti – dobbiamo trovare la chiave che apre il loro cuore, così da educarli alla vita buona del Vangelo, e dobbiamo essere testimoni fino in fondo di una Chiesa che ama. L'uomo di oggi infatti è ferito; se vogliamo aiutarlo bisogna che ci chiniamo verso di lui. L'amore, la carità ci aprono la strada. Le difficoltà sono molte, ma non possiamo arrenderci: risvegliamo la passione educativa per formare le nuove generazioni!”.
Un momento di gioia e di fede, molto partecipato, è stato anche quello rivolto alla Beata Camilla Battista Varano che domenica 17 ottobre verrà proclamata santa da Benedetto XVI in piazza San Pietro. “La forza di una scelta” era il titolo dello spettacolo proposto nella chiesa dell'Annunziata dai giovani del campo scuola “Acg” in omaggio alla figura dell'amata clarissa camerte e alla sua canonizzazione.
Il giorno di chiusura, infine, ha raccolto tutti – famiglie, educatori e giovani – in gruppi di lavori distinti e, poi, in un momento assembleare conclusivo in cui sono state tirate le somme sul lavoro svolto e soprattutto sul cammino da compiere nei prossimi mesi nelle diverse realtà della diocesi. A novembre ci sarà il primo “step” successivo; a febbraio seguirà una nuova verifica e a maggio l'ultimo appuntamento per chiudere il cerchio prima del periodo estivo, dove non mancheranno iniziative altrettanto importanti per giovani e famiglie.
Momento finale del convegno la solenne celebrazione eucaristica, che ha visto la partecipazione di moltissimi sacerdoti e fedeli, durante la quale l'arcivescovo ha dato le linee guida, consegnando il mandato espresso dal calendario della preghiera e degli impegni di tutti.
Mauro Grespini
Fra' Sergio, la gioia di seguire Cristo
“Oggi sono la persona più felice del mondo, ringrazio Dio che mi ha dato la gioia”. E' una delle frasi più belle pronunciate da fra' Sergio Lorenzini al termine della solenne liturgia che l'ha portato alla professione perpetua. Da sabato 2 ottobre, “antivigilia” dell'annuale ricorrenza di san Francesco d'Assisi, è un frate minore cappuccino. Tra circa tre anni, terminati gli studi di Teologia, potrà celebrare la sua prima messa. Fra' Sergio, 33enne, è nato e cresciuto a San Severino, è stato negli scout, suona molto bene la chitarra, ha una laurea in Filosofia, una specializzazione Ssis e un passato da pallavolista con la squadra settempedana che militava in serie B. “Questa sera chi fa il tifo per te è innanzi tutto il Signore”, gli ha detto il Ministro provinciale dell'Ordine francescano delle Marche, fra' Giulio Criminesi, che ha presieduto la celebrazione. Il Duomo del Castello, in cui si è svolta la “festa”, era stracolmo di persone. Fra i presenti anche il sindaco Cesare Martini e l'assessore comunale Fernando Taborro. Il saluto del vescovo, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, è stato portato dal vicario don Aldo Romagnoli.
Fra' Sergio, quando ha preso la parola nel saluto di chiusura, ha ringraziato i suoi genitori Fabio e Giuliana – titolari della gioielleria “Frapiselli” in Piazza del Popolo -, il fratello Luca (giunto appositamente dalla Spagna con la propria famiglia), gli amici e i tanti frati arrivati a San Severino da diverse comunità, non solo marchigiane. Per loro fra' Sergio ha avuto parole di grande affetto e di ringraziamento, in particolare per i suoi formatori e per quei confratelli che hanno “camminato” con lui in questi anni. Attualmente il giovane settempedano si trova nel convento di Foligno, mentre in passato è stato ad Assisi, Spoleto, Civitanova, Camerino e San Severino, nonché in Abruzzo per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto.
Il sindaco Martini, nel suo intervento, ha ricordato la gioia di aver potuto vivere momenti come questo per ben tre volte nel corso del suo mandato: prima di Lorenzini, infatti, hanno compiuto la loro professione altre due giovani di San Severino, suor Chiara Francesca Raggi e suor Cinzia Fiorini. E fra' Sergio, riflettendo su quelle parole, ha poi esortato: “Spero che anche il mio sia un altro passo verso Dio, perché questa città deve tornare a Dio”.
Le offerte raccolte durante la messa sono state inviate alle missioni francescane in Africa per sostenere iniziative a favore dell'infanzia.
(m.g.)
Il sindaco di Camerino in visita all'Arcivescovo
In occasione dell'anniversario dell'ordinazione episcopale di Mons Francesco Giovanni Brugnaro, avvenuta il 29 settembre 2007, il sindaco Dario Conti con una nutrita rappresentanza di amministratori comunali (assessori Faustini, Lucarelli, Mancinelli, consigliere Antonella Gamberoni) ha fatto visita a Monsignor Arcivescovo nelle stanze del Palazzo arcivescovile.
Mons Brugnaro ha ricevuto gli ospiti nella Sala Rossa dello storico palazzo e nel lungo colloquio sono stati trattati numerosi argomenti riguardanti il territorio della Diocesi di Camerino e di San Severino Marche e della città ducale.
Mons Arcivescovo ha ripercorso, con gli amministratori, i tre anni di episcopato e le problematiche riguardanti l'estensione della diocesi che comprende un ampio territorio da gestire con ristrettezza di risorse umane ed economiche.
Mons Brugnaro ha sottolineato inoltre l'importanza dei laici impegnati, fondamentali per la vita di ogni comunità e la necessità di attivare adeguati oratori, strutture che rappresentano punti di riferimento per le nuove generazioni.
Mons Brugnaro ha anche affrontato l'argomento valorizzazione dei beni architettonici ed artistici del territorio: dalle tante chiese, ricche di pregi artistici, di Camerino e della Diocesi, al Castello di Lanciano, luogo storico varanesco.
Il sindaco Conti, alla fine della lunga e cordiale chiacchierata, ha consegnato, in rappresentanza dell'amministrazione comunale, omaggi e pubblicazioni a Mons Brugnaro ringraziandolo per la preziosa opera svolta in questi anni nella Diocesi.
Romolo Murri rivive con la voce di Cesare Bocci
Il piccolo teatro comunale di Gualdo era gremito già mezz'ora prima dell'orario previsto e così le tante persone arrivate all'ultimo momento si sono dovute accontentare di seguire lo spettacolo attraverso uno schermo installato fuori dell'ingresso, sotto il porticato.
E' stato questo il primo segnale del successo decretato dal pubblico ad “Aspettiamo un'altra generazione di italiani”, con Cesare Bocci e Giovanni Moschella per la regia di Gabriela Eleonori, messo in scena in prima assoluta a Gualdo nell'ambito della 12^ Giornata di studi su Romolo Murri che si è svolta sotto l'egida del Comitato per il 150° dell'Unità d'Italia e con il patrocinio di diverse istituzioni locali, tra cui la Provincia di Macerata.
Lo spettacolo è stato un omaggio teatrale che il Centro Studi Romolo Murri, presieduto da Anna Maria Massucci e l'Associazione Teatrale Foyer di Vincenzo Fazio hanno scelto quest'anno per ricordare il sacerdote ed uomo politico marchigiano.
Un vero e proprio bagno di folla al termine dello spettacolo per Cesare Bocci, che ha dato voce sul palco a Romolo Murri, e per gli altri protagonisti. Il popolare attore maceratese, che negli anni '80 aveva compiuto i primi passi in teatro con la Compagnia della Ranci di Tolentino, ha dichiarato di aver accettato con grande piacere l'impegno che lo ha visto coinvolto insieme a Giovanni Moschella (nel ruolo di vari antagonisti di Murri) e alla regista Gabriela Eleonori, sua amica e collega di Tolentino. Insieme hanno concretizzato un progetto culturale di cui è stato consulente scientifico il prof. Filippo Mignini. Un'iniziativa di grande valore e di altissimo livello che ha permesso di veicolare con il teatro la figura ed il pensiero di Romolo Murri, attraverso un testo impegnativo, intenso e coinvolgente, tratto da diversi suoi scritti originali ed inediti.
EdilcentroMarche 2010, tante le presenze
BigMat Fabio Sbaffi, azienda leader nel settore edile, anche quest'anno conferma la propria presenza a Edil Centro Marche, il Salone delle tecniche e soluzioni edilizie, in programma al Centro Fiere di Villa Potenza dall'1 al 3 ottobre.
Una presenza che, per la VII edizione dell'evento, raddoppia. Saranno infatti due gli stand in cui i professionisti di BigMat Fabio Sbaffi esporranno le ultime novità nel campo dell'edilizia e dei materiali di finitura mostrando ai visitatori le caratteristiche dei prodotti e l'applicazione delle loro funzionalità. Nel padiglione C - stand 55 - e nel padiglione A - stand 89 -, l'esperienza accumulata in oltre 30 anni di attività nella commercializzazione di prodotti per l'edilizia, ferramenta e finiture per interni ed esterni unita alla costante attenzione verso le nuove proposte di settore saranno a disposizione dei visitatori e degli addetti ai lavori.
Ma non è tutto. In occasione della fiera sarà presentato anche il calendario di “Formiamoci Exclusive”. Frutto della collaborazione con lo Studio Botta & associati di Monte San Giusto, la BigMat maceratese offre ai professionisti del settore edile un fitto calendario di meeting formativi di alto livello. Il primo corso in programma si terrà il 14 ottobre prossimo e tratterà il tema della termografia in edilizia. Seguiranno altri meeting formativi incentrati sulla certificazione energetica, la diagnosi degli edifici e l'acustica ambientale per citarne alcuni. Il tutto fino ad aprile 2011.
Intanto l'appuntamento è al Centro Fiere di Villa Potenza da venerdì a domenica prossimi.
Festa d'autunno a Caldarola per Massimiliano Nunzi
Un ultimo tuffo nel mare della Puglia prima di riprendere la strada di casa e del ritorno al lavoro, ma la fatalità è in agguato e l'impatto è tremendo Così per il giovane tolentinate Massimiliano Nunzi le ferie estive si trasformano in dramma: lesione della colonna vertebrale e conseguente paralisi con compromissione delle funzioni motorie. Appresa la notizia si mette subito in moto la solidarietà in favore di Massimiliano, noto anche nel mondo del calcio maceratese per aver militato in diverse squadre, ultima, in ordine di tempo, la Muccese. Sorge anche a Caldarola un comitato spontaneo di amici che organizza per il prossimo sabato 2 ottobre, presso l'oratorio “Cristo re”, la manifestazione “Festa d'autunno”, una giornata di gastronomia e musica con lo scopo di raccogliere fondi affinchè Massimiliano e la sua famiglia riescano nell'impresa di vincere la loro partita più importante.
Il don Orione ha il suo nuovo parroco
Non solo la comunità, ma l'intera città di San Severino Marche ha accolto l'arrivo di mons. Antonio Napolioni. Il sacerdote, già rettore del seminario regionale e docente della facoltà teologica di Ancona, è stato nominato parroco di S. Severino vescovo (ex don Orione). Il solenne ingresso ha avuto luogo al castello al monte, nell'antico duomo, gremito di persone. C'erano anche sacerdoti, la “schola cantorum”, un gruppo di alunni del seminario regionale, amici scesi da Camerino, città natale del nuovo parroco, il quale ha sottolineato di vantare, per parte materna, origini settempedane. Il vescovo Francesco Giovanni Brugnaro, che ha presieduto la liturgia, ha presentato il nuovo parroco come un grande dono della diocesi; il sindaco Martini ha espresso il più sentito grazie, così pure, per la comunità parrocchiale, Mauro Grespini. Sentimenti di riconoscenza sono stati espressi anche nei confronti di don Aldo Romagnoli, che ha retto la comunità di San Severino vescovo per 20 mesi e che presto andrà a guidare la parrocchia di S. Agostino. L'incontro si è chiuso con le parole del nuovo parroco don Antonio e con una festosa merenda nello stupendo chiostro attiguo alla chiesa.
Novantuno mezzi (valore di mercato: 4 milioni di euro) per un investimento complessivo di 2 milioni e 100 mila euro. Li ha donati la Fondazione Carima consegnando le chiavi alle associazioni o agli enti beneficiari in un cerimonia svoltasi a San Severino, in parte in Piazza del Popolo, dove in anticipo erano stati sistemati tutti i veicoli, e in parte al teatro Feronia a causa della pioggia. Nel dettaglio sono stati acquistati e distribuiti 49 veicoli per il trasporto locale, 15 ambulanze per il pronto intervento sanitario, 27 fuoristrada per la Protezione civile. Li utilizzeranno realtà del volontariato e istituzioni pubbliche di 47 Comuni della provincia di Macerata. Alla cerimonia della Fondazione, presentata dalla giornalista del Tg1, Barbara Capponi, hanno partecipato il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, i vescovi di Camerino e Macerata, mons. Francesco Giovanni Brugnaro (che ha impartito la benedizione ai mezzi) e mons. Claudio Giuliodori, il sindaco di San Severino, Cesare Martini (cui è toccato il saluto di benvenuto), e tanti suoi “colleghi” del territorio maceratese, nonché numerose autorità civili e militari dell'intera provincia. Ha coordinato l'iniziativa il presidente della Fondazione, Franco Gazzani, assieme al vice presidente, Roberto Massi. Già nel 2008 la piazza di San Severino ospitò analoga manifestazione; da allora, però, sono aumentati l'impegno finanziario e i mezzi donati (da settanta a novanta) a vantaggio delle categorie sociali deboli e a sostegno dei tanti volontari che quotidianamente si adoperano per migliorare la qualità di vita del nostro territorio con grande altruismo e dedizione. Attualmente la Fondazione Carima è l'unica, nel panorama italiano delle 88 Fondazioni di origine bancaria, a promuovere un progetto del genere, sostenuto anche da Regione, Provincia di Macerata e Banca Marche. “Donare un mezzo di trasporto è il modo che abbiamo scelto – ha detto il presidente Gazzani - per stare vicini alle persone più bisognose, in quanto sinonimo di mobilità, partecipazione, integrazione sociale e presenza dell'Ente sul territorio, con particolare attenzione alle aree marginali come la fascia montana”. A quella che diventa così, ogni due anni, una vera e propria festa dedicata al mondo del volontariato non potevano mancare, ovviamente, gli operatori dei vari settori che hanno gremito il Feronia e ricevuto direttamente in consegna i mezzi a loro destinati.
Sulle strade della solidarietà a San Severino
Novantuno mezzi (valore di mercato: 4 milioni di euro) per un investimento complessivo di 2 milioni e 100 mila euro. Li ha donati la Fondazione Carima consegnando le chiavi alle associazioni o agli enti beneficiari in un cerimonia svoltasi a San Severino, in parte in Piazza del Popolo, dove in anticipo erano stati sistemati tutti i veicoli, e in parte al teatro Feronia a causa della pioggia. Nel dettaglio sono stati acquistati e distribuiti 49 veicoli per il trasporto locale, 15 ambulanze per il pronto intervento sanitario, 27 fuoristrada per la Protezione civile. Li utilizzeranno realtà del volontariato e istituzioni pubbliche di 47 Comuni della provincia di Macerata. Alla cerimonia della Fondazione, presentata dalla giornalista del Tg1, Barbara Capponi, hanno partecipato il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, i vescovi di Camerino e Macerata, mons. Francesco Giovanni Brugnaro (che ha impartito la benedizione ai mezzi) e mons. Claudio Giuliodori, il sindaco di San Severino, Cesare Martini (cui è toccato il saluto di benvenuto), e tanti suoi “colleghi” del territorio maceratese, nonché numerose autorità civili e militari dell'intera provincia. Ha coordinato l'iniziativa il presidente della Fondazione, Franco Gazzani, assieme al vice presidente, Roberto Massi. Già nel 2008 la piazza di San Severino ospitò analoga manifestazione; da allora, però, sono aumentati l'impegno finanziario e i mezzi donati (da settanta a novanta) a vantaggio delle categorie sociali deboli e a sostegno dei tanti volontari che quotidianamente si adoperano per migliorare la qualità di vita del nostro territorio con grande altruismo e dedizione. Attualmente la Fondazione Carima è l'unica, nel panorama italiano delle 88 Fondazioni di origine bancaria, a promuovere un progetto del genere, sostenuto anche da Regione, Provincia di Macerata e Banca Marche. “Donare un mezzo di trasporto è il modo che abbiamo scelto – ha detto il presidente Gazzani - per stare vicini alle persone più bisognose, in quanto sinonimo di mobilità, partecipazione, integrazione sociale e presenza dell'Ente sul territorio, con particolare attenzione alle aree marginali come la fascia montana”. A quella che diventa così, ogni due anni, una vera e propria festa dedicata al mondo del volontariato non potevano mancare, ovviamente, gli operatori dei vari settori che hanno gremito il Feronia e ricevuto direttamente in consegna i mezzi a loro destinati.
Il colonnello Di Stefano visita Camerino
Il colonnello Marco Di Stefano, dal 1 settembre nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Macerata, ha fatto visita alla compagnia di Camerino. Accolto dal capitano Domenico Calore, il nuovo comandante provinciale ha incontrato le autorità cittadine: il sindaco Conti, il presidente del tribunale Fusaro, il procuratore della repubblica Giorgio. Tutti hanno evidenziato le esigenze, i problemi, le aspettative della città e del territorio, che il nuovo comandante ha assicurato di voler seguire con estrema attenzione. Nel corso della sua visita il colonnello Di Stefano ha voluto incontrare personalmente anche l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro. “Si è trattato di un incontro molto cordiale e proficuo – ha riferito mons. Brugnaro – E' stata l'occasione per uno scambio di impressioni tra una persona arrivata da poco e con esperienze internazionali interessantissime in Guatemala, Cile, Salvador, come il comandante Di Stefano che si immerge ora nella realtà della nostra provincia e, quindi, anche della nostra diocesi. Mi è parsa una persona molto sensibile e attenta non solo ai valori civili, ma anche ai valori morali e religiosi. Da parte mia – ha continuato il presule – gli ho detto che incontrerà una popolazione che ha un profondo senso di rispetto dell'autorità e che è disposta a collaborare molto. Mi sono anche permesso di dire al colonnello Di Stefano che tutti abbiamo una grande priorità, quella di aiutare i giovani a tenersi lontani dalle cattive esperienze che distruggono la vita e a strutturarsi con la generazione dei padri e dei nonni, così che non solo i valori trasmessi vengano recepiti, ma gli stessi giovani non siano costretti ad affrontare l'avvenire con le loro sole risorse”.
